L’albatro

          
L’ALBATRO

Spesso, per divertirsi, gli uomini d’equipaggio 

Catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari, 

Che seguono, indolenti compagni di vïaggio, 

Il vascello che va sopra gli abissi amari. 

E li hanno appena posti sul ponte della nave 

Che, inetti e vergognosi, questi re dell’azzurro 

Pietosamente calano le grandi ali bianche, 

Come dei remi inerti, accanto ai loro fianchi. 

Com’è goffo e maldestro, l’alato viaggiatore! 

Lui, prima così bello, com’è comico e brutto! 

Qualcuno, con la pipa, gli solletica il becco, 

L’altro, arrancando, mima l’infermo che volava! 

Il Poeta assomiglia al principe dei nembi 

Che abita la tempesta e ride dell’arciere; 

Ma esule sulla terra, al centro degli scherni, 

Per le ali di gigante non riesce a camminare.

Questa poesia si chiama “L’Albatro”, scritta dal grande poeta Charles Pierre Baudelaire (Parigi, 9 aprile 1821 – Parigi, 31 agosto 1867) è stato un poeta, scrittore, critico letterario, critico d’arte, giornalista, aforista, saggista e traduttore francese.

L’autore fa un paragone tra la condizione di vita dell’albatro, un uccello marino e quella del poeta. 

I temi di questa lirica sono essenzialmente due: l’albatro è come il poeta, libero e capace di sollevarsi da terra e volare in alto; i marinai che stuzzicano l’albatro sono come la gente comune che deride il poeta.

Ciò che provano l’albatro e il poeta, allo stesso modo lo prova chi tenta di diventare qualcuno nella propria vita, che sia un’artista o un imprenditore. 
Tante volte mi guardo avanti e vedo scritti su un muro immaginario i miei obiettivi, così mi carico di tutta la volontà possibile e tento ogni cosa per farmi strada, ma puntualmente mi ritrovo in ginocchio ad ascoltare le parole della gente, parole che hanno lo stesso rumore delle unghie sulla lavagna, parole che fanno cadere il mio castello come fosse fatto di sole nuvole. 
Da quando ho iniziato a lavorare full time non ho più avuto modo di seguire il mio blog, un po’ perché nel poco tempo che mi rimane ho sempre altre cose da fare, e un po’ perché tra un giudizio e l’altro ho perso la fantasia e la voglia di scrivere. 

Ma questo lavoro full time non è solo un “ruba-tempo”, grazie a questo lavoro e al bell’ambiente in cui sono capitata (per fortuna) ho avuto modo di conoscere tante buone persone che appena hanno scoperto dell’esistenza del mio blog, a mia insaputa, hanno fatto tanta pubblicità tra i loro amici, e così mi sono ritrovata da un giorno all’altro un sacco di notifiche di gente che segue il mio blog, e ho pensato “che buffo, quando ogni giorno cercavo argomenti su cui parlare non mi seguiva nessuno, ora che non lo guardo molto, parecchia gente mi segue” 
Perché ho deciso di parlare di questo?

Perché tutti dobbiamo impara a dare spazio alle idee altrui, dobbiamo imparare ad essere una mano per il prossimo, e dobbiamo aiutarci a volare a vicenda. 

Nei miei pochi anni di vita e di esperienza ho imparato che più si da più si riceve, e immagino già il tuo commento “forse, non ti sei fatta abbastanza esperienza” ma non sono d’accordo. 

Pensaci, se ogni giorno cerchi di aiutare qualcuno, poi quel qualcuno aiuterà te, e questo è inevitabile. 

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